
Allegrezze di Maria
.
Nella prima, non fui contenta per la gloria e la gioia mia, ma perché era venuto il tempo della redenzione dell’uomo e del perdono di Dio all’uomo.
La seconda mi fece felice non per la lode a me data dalla cugina, ma per aver dato inizio alla redenzione santificando il Battista col portargli il mio Gesù, Redentore vostro.
La beatitudine della terza non fu unicamente per essere divenuta, senza dolore o macchia alla mia verginità, madre e nemmeno per la grazia di poter baciare Iddio, mio Figlio, ma perché la terra aveva ormai il Salvatore.
Ciò che mi fece lieta per la quarta volta, fu che nei tre Magi, io vidi tutti coloro che da ogni parte del mondo e in ogni epoca della terra, da quel momento, sarebbero venuti verso la Luce, verso il mio Signore e l’avrebbero proclamato Re e loro Salvatore e Dio.
L’allegrezza del quinto fatto viene non unicamente per il mio amore di Madre che cessa di soffrire perché il Figlio smarrito è ritrovato, sarebbe stato egoismo.
Ma era inesprimibile gioia udendo echeggiare per la prima volta la “Buona Novella” e comprendendo che essa, con anticipo di qualche anno, cadeva in qualche cuore e vi germogliava in pianta eterna.
La sesta allegrezza fu ancora più grande amore per voi, creature redente.
Il Risorto mi diceva che i Cieli erano aperti e già abitati dai santi del Signore che da secoli attendevano quell’ora e che in essi Cieli erano pronti i seggi dei dieci e diecimila salvati.
Per Me, Madre vostra, sapere pronta la vostra dimora mi era letizia di profondità incalcolabile.
Infine, la settima allegrezza non fu per la mia gloria ma perché fatta dalla bontà di Dio Regina dei Cieli, potevo da Regina occuparmi di voi, miei amati, ed eletta com’ero a sedere alla destra di Dio, potevo direttamente e con supplica potente, parlare, pregare, ottenere per voi.
Nessuna allegrezza fu per Me sola.
L’egoismo anche più giusto e santo, distrugge l’amore.
Ogni allegrezza venne a Me per amore perfetto e fu spinta ad un ancor più perfetto amore.